Dopo la seconda vittoria consecutiva – prima contro il Crotone e poi con l’Empoli – Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni sul momento e sul rendimento del Napoli :
«Abbiamo fatto una buona partita ma la palla girava lentamente nel nostro settore sinistro nei primi venti minuti. Dobbiamo crescere nell’attenzione, la squadra si esprime bene ma in tutte le partite passano dieci minuti in cui si rischia di concedere qualcosa. La prestazione è stata di buon livello, abbiamo creato tantissimo e al di fuori di quei dieci minuti abbiamo concesso poco. C’è solo da lavorare, non abbiamo attaccanti di ruolo e ci dobbiamo adeguare a quello che abbiamo a disposizione».

Sarri-soddisfatto-del-rendimento-del-Napoli

E sull’assetto offensivo del Napoli:  «A me del tridente non sono piaciuti i primi venti minuti, Mertens non può fare il centravanti, poi è venuto fuori a giocare in base alle sue caratteristiche ed abbiamo fatto molto meglio».

Reina.  «Stiamo parlando di un campione, dal punto di vista sportivo ed umano. È un giocatore che ha una grande personalità ed un grande cuore, io mi aspettavo che reagisse subito su questi livelli. Se poi ha sbagliato qualcosa, io sono sempre contento di avere Pepe in porta».

Sulla questione Insigne.  «Io stasera non ne ho sentiti. Il borbottio di quando uno perde la palla succede a tutti e non solo a Lorenzo. L’anno scorso ha avuto un momento in cui trovava la porta sistematicamente, stasera ho visto un giocatore più vivo e partecipe anche se non si sta ancora esprimendo al massimo del suo potenziale».

Il parere di Sarri sulla partita Napoli – Juventus «L’anno scorso la Juve contro di noi giocava in maniera inusuale, sappiamo di affrontare una squadra fortissima e la grande favorita, ma vorrei in campo una squadra tosta che va la e gioca». Sarà proprio in occasione di questo big-match che Gonzalo Higuain ritornerà per la prima volta a Napoli, dopo il suo recente ed improvviso cambio di maglia. Su questo punto di vista, Sarri ha pronunciato una sola, ma molto esaustiva,  frase: «Lo saluterò come si saluta un figlio che ti ha fatto incazzare».

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